STORIA di CASTELBUONO

Il sito di Castelbuono è stato abitato sin da tempi antichissimi, e c’è ragione di credere che Greci, Romani, Arabi e Normanni si stanziarono tutti qui. In ogni caso, è avvenuto non prima che la famiglia Ventimiglia costruisse un castello qui nel XIV sec. che quest’incantevole città prosperasse e adottasse il nome attuale – derivato da Castello delle Buone Arie – il Castello dell’Aria Buona. La Ventimiglia era la nobile famiglia che dominò gran parte di quest’area nel Medio Evo e che lasciò un discreto numero di castelli sparsi tra le Madonie, ma fu Castelbuono a divenire la loro ‘capitale’. Che Castelbuono occupò un posto particolare nella loro predilezione è testimoniato dalla (loro) scelta di questa città come sito per il loro mausoleo, che è alloggiato in un interessante edificio ottagonale.

L’imponente castello con le sue torri quadrate stabilisce il naturale punto focale della città, e ha subito molti cambiamenti nel corso dei secoli. La costruzione del Castello è attualmente un centro per mostre e la Cappella Palatina - al secondo piano vi sono intricate decorazioni di stucchi in rilievo su uno sfondo a foglia d’oro, attribuiti a Giuseppe Serpotta, fratello del più famoso Giacomo.

Nel cuore della città giace Piazza Margherita, sormontata dalla Chiesa Madrice e la vecchia Banca di Corte, che attualmente ospita il Museo Civico.
[Orari di apertura: dalle 8.30 alle 14.00 e dalle 14.30 alle 20.00 - Giorno di chiusura: Lunedì]

Come molte chiese in Sicilia, la Madrice Vecchia porta l’eco di molte epoche. Costruita nel XIV sec. sulle rovine di un tempio pagano , ha un portico Rinascimentale, uno splendido portale Barocco, una cuspide ottagonale coperta da piastrelle in maiolica. L’interno della chiesa è stato ampliato alla fine del XV sec. e contiene diverse opere interessanti, specialmente un polittico sull’altare maggiore raffigurante l’Incoronazione della Vergine (attribuito a Pietro Ruzzolone, o probabilmente ad Antonello de Saliba) – nel quale il santo è rappresentato mentre indossa gli occhiali- alcune raffinate statue, affreschi e colonne dipinte.

Coloro i quali hanno interesse nella storia naturale e in materia botanica apprezzeranno un’ora o due trascorse al Museo Francesco Minà-Palumbo, in Via Roma, che è ospitato nei pressi dell’ex convento Benedettino. La collezione di stemmi del museo, dalla passione di Francesco Minà Palumbo, un dottore del XiX sec., per le speci botaniche, rettili, insetti e fossili delle vicine Madonie – rappresenta il suo lavoro di un’intera vita.
[Orari di apertura: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 - Giorno di chiusura: Lunedì]

Nelle vicinanze si trova la Madrice Nuova, che contiene la raffinata Deposizione dall Croce di Giuseppe Velasco e gli altari Baracchi con colonne tortili di Vincenzo Messina.

Lungo Corso Umberto I, si trova la Fontana di Venere Ciprea (ricostruita nel 1614) con Andromeda nella nicchia superiore, Venere e Cupido in quella centrale e Quattro basso-rilievi raffiguranti il mito di Artemide (Diana) e Acteon.

La bocca dolce? – La Pasticceria dei Fratelli Fiasconaro a Piazza Margherita prepara il più delizioso panettone (dolce tipicamente natalizio), la colomba (dolce pasquale a forma di colomba) e, in estate, le ciambelle (bombolone alle mandorle). Dal lato opposto della piazza, eccellenti gelati artigianali sono in vendita all’Extrabar (di proprietà della stessa famiglia).

Dove mangiare- Il Vecchio Palmento, in via Failla 2, un ristorante a conduzione familiare, offre una selezione di piatti locali preparati con ottimi ingredienti locali. 5km a Sud di Castelbuono, Romitaggio è un ristorante alloggiato nel convento medievale di S.Guglielmo che offre specialità della regione delle Madonie.

Vista gloriosa – Dall’ hotel Milocca, nelle vicinanze di Piano Castagna, 7km a Sud dal centro della città, s’estende una spettacolare vista su Castelbuono, le Montagne delle Madonie e il Mar Tirreno – le Isole Eolie e anche alcune cittadine possono essere viste nei giorni in cui il cielo è limpido.

Leccornie locali: Manna! Le stalattiti appese agli alberi di frassino sono la manna, descritta nella Bibbia. Biancastra e dociastra è raccolta e asciugata e usata come dolcificante, e in modo meno invitante come lassativo! Un tempo una delle risorse di introito della città, è ora vista dai turisti più come una curiosità, che può essere trovata in vendita dal tabacchino alla fine del Corso Umberto I.

Una bella passeggiata – Il paesaggio circostante Castelbuono è ideale per l’escursionismo e il Sentiero degli Agrifogli Giganti conduce da Piano Sempria lungo un bel sentiero attraverso boschi di olmi e giovani querce fino a Piano Pomo. Il nome del percorso non è un’esagerazione e la congragazione di alberi giganti d’agrifoglio sono alti all’incirca 15 m, e alcuni si stima abbiano più di 300 anni. Per trovare l’ingresso del sentiero, lascia Castelbuono e segui i segnali da San Guglielmo e Rifugio Sempria, dove si può lasciare l’auto. Il percorso è di circa 3.5km (durata di circa 2 ore e 30 minuti).
Una camminata alternativa conduce al fiume Pollina e alle evocative Gole di Tiberio. Da Castelbuono, prendi la strada in discesa per Cefalù, approssimativamente 1km dopo il ponte sopra Fiumara, segui la strada asfaltata sulla destra. In Contrada Marcatagliastro (dove l’asfalto si dirada), lascia l’auto e procedi a piedi fino al fiume (4km circa). La gola è sulla destra.

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